ROMA IL PONTE DELL’INDUSTRIA ER PONTE DE FERO VA A FOCO

di Mirella Arcidiacono

Il 2 ottobre 2021 alle ore 23,30 lui brucia si proprio lui “er ponte de fero” e un pezzo di storia cade nel Tevere.

I pezzi del ponte illuminano le acque dell’antico fiume.

Le passerelle laterali, destinate al passaggio di cavi e tubazioni di servizio forse hanno preso fuoco , il vero motivo è da accertare.

Sotto al ponte sabato 2 ottobre c’è la movida ci sono circa settemila persone stanno partecipando ad una di quelle manifestazioni culinarie itineranti che vanno ora tanto di moda a Roma .

Dai video amatoriali fatti con i cellulari e postati su facebook da varie persone si sentono voci meravigliate, qualcuno pensando di dire una cosa intelligente dice:” Dovevano farlo di plastica e una ride divertita!”

Cominciano subito a nascere varie supposizioni.

Chissà forse il ponte dell’Industria ha preso fuoco per un corto circuito, probabilmente per una perdita di gas. A me sembra più possibile che sia accaduto per quei disgraziati che vivono là sotto nelle baracche, che non si sa chi siano, perché sono fuggiti via…ma che può darsi torneranno

Dove saranno ora ?? Chissà se qualcuno se lo chiede?

E nelle mie orecchie ancora la risatina di una di quei settemila che partecipavano all’iniziativa culinaria.

E’ sabato 2 ottobre ed è il giorno che la chiesa celebra gli angeli custodi ed è anche la festa delle nonne e dei nonni…e poi domani 3 ottobre San Gerando e dopodomani San Francesco.

A Roma si vota domenica 3 e lunedì 4.… Le fatalità ci illuminano ???

Piovono…Fiumi di parole in un mare di volantini che consigliano chi votare e che parlano di tutelare l’ambiente , Roma è sporca… poi uno scarica barile di responsabilità e competenze…

Poco lontano ci sono i pompieri che arrivano e fanno il loro lavoro.

E doveroso ricordare che anche il 1 febbraio del 2013 ci fu un incendio non così disastroso come quello del 2021, ma quello si sa con sicurezza che era nato da disperati che abitavano li sotto, perché c’erano tanti rovi, sporcizia.

Invece nel 2021 gli argini del Tevere come sono???

Allora penso che il fuoco fa parte della storia r della mitologia del mondo.

Sarà tornato Nerone, che poi siamo sicure che fu proprio lui a dare fuoco a Roma?

Non dimentichiamo Enea perché arriva dalle nostre parti? Lo abbiamo studiato alle scuole medie Enea con suo padre sulle spalle ed il figlio Ascanio per mano fugge da Troia in fiamme.

E’ stato fuoco spontaneo o programmato?

Mah! Chissà e non lo sapremo mai, qualsiasi cosa ci verrà detta non è detto che ci crederemo…E poi c’è quel gioco acqua acqua…fuoco fuoco mi fa riflettere…chi l’avrà inventato???

Comunque torniamo indietro nel tempo …

Lo chiamarono il Ponte dell'Industria , ma poi il popolo lo chiama da subito come più gli aggrada, infatti è conosciuto come il ponte di ferro, anzi per le romane ed i romani doc è “Er ponte de fero”.

E’ il ponte di Roma che collega via del Porto Fluviale a via Antonio Pacinotti, è di metallo e unisce anzi univa e unirà ancora due quartieri Ostiense e Portuense.ponte di ferro

Il ponte fu costruito tra il 1862 e il 1863 per consentire ai treni che venivano da Civitavecchia di congiungersi con la stazione Termini anche lei costruita nello stesso periodo ed inaugurata nel 1863 con il nome di Stazione Centrale delle Ferrovie Romane.

Una società del Belgio chissà come si chiamava effettuò il lavoro del ponte, ma lo effettuò in Inghilterra, poi il ponte venne portato a Roma a pezzi e venne lì montato. In un primo tempo il ponte era costituito da arcate in ferro e ghisa appoggiate su piloni costituiti da tubi di ghisa riempiti di calcestruzzo,. Il Tevere a quei tempi era navigabile ed il ponte si sollevava nella parte centrale per permettere ai piroscafi e ai bastimenti armati di passare liberamente.

L’8 settembre del 2000 ero lì sulla spalletta del ponte dalla parte dell’ostiense vicino al monumento dedicato alle dieci donne trucidate dalle SS . Le donne che assaltarono il mulino Biondi erano molte, avevano saputo che riforniva le truppe d'occupazione tedesche ed in quei giorni c’era stato un nuovo rifornimento di farina.

Era il venerdì santo del 1944 e quelle donne avevano assaltato il mulino Biondi o meglio il forno Tesei, nonostante che il mese prima a fine marzo era stata messa la bomba a Via Rasella e c’era stata una tremenda rappresaglia, ma probabilmente quelle donne neanche lo sapevano. Il generale Kurt Mälzer aveva ordinato di ridurre la razione di pane da 150 a 100 grammi al giorno. Il pane era poco, nero e ammuffito. La fame aveva spinto da vari quartieri le donne a reagire, nonostante quello che era accaduto due settimane prima alle fosse ardeatine.

Cesare De Simone autore del romanzo “Donne senza nome”donne senza nome copertina grazie ad un verbale dell’epoca redatto dalla Polizia, riuscì a risalire ai nomi delle 10 donne che non riuscirono a fuggire e che vennero uccise seduta stante , si chiamavano Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi e Silvia Loggreolo. I nomi sono tuttora incisi nella lapide in pietra e bronzo (opera dello scultore Giuseppe Michele Crocco) che venne posta in una aiuola sulla spalletta del Ponte dell’Industria a cura dell’amministrazione comunale di Roma era il 7 settembre 1997, mi sono sempre chiesta chissà perché non venne posta proprio il 7 aprile !? Eccidio del ponte dell'industria.

Quel pomeriggio di quell’otto settembre del 2000 era stata promossa dal Comune di Roma una iniziativa per non dimenticare. Davanti a quella stele conobbi Federica Festa, una giovane attrice che lesse alcuni brani del libro di Cesare De Simone “Donne senza nome” il romanzo se ben ricordo era stato scritto nel 1998Lapide commemorativa pontediferro

Dopo qualche giorno Federica mi fece visita e mi regalò il libro quelle pagine mi colpirono e nonostante in giro mi seminassero dubbi sull’accaduto, io iniziai la ricerca.

Nel 2017 finalmente arrivò Fulvio Carnevali, era un ragazzino della Garbatella che la mamma lo aveva mandato quel 7 aprile a prendere la farina al mulino Biondi. La mamma di Fulvio gli aveva dato una “federetta” da riempire. Fulvio tornò a casa con “la federetta” vuota. Fulvio bambino di 12 o 13 anni vide le donne morte ricorda sul greto del fiume, non vide nient’altro, mentre le camionette a guardia del ponte ed i soldati tedeschi sono scritte sul libro. Questo racconto Fulvio lo ha fatto anche nella trasmissione di CHI L’HA VISTO il 16 aprile 2019, quando è stata registrata la trasmissione e c’è da ricordare che Fulvio il 7 aprile pomeriggio del 2019 era davanti alla stele con alcuni bambini ed il 16 aprile la corona , i fiori e le 10 bacchette di carta non c’erano più,ma erano state gettate sotto al ponte sul greto del fiume e questo lo si può vedere sul video di youtube ER#Garbatella RACCONTA 7 APRILE 1944.

 Trovi il video anche nella nostra sezione "La Storia è Donna"

Lo spettacolo della notte tra il 2 ed il 3 ottobre 2021 è tremendo ma anche affascinante . guardare quella parte del ponte a fuoco che cade nel Tevere scuote e mi fa riemergere la storia di queste dieci donne che ancora non hanno un volto.

La ricerca di questa storia comunque continua con l’associazione Il Tempo Ritrovato di Fatagarbatella e con altre associazioni. La storia riemersa nei primi anni novanta grazie non solo al libro di De Simone, ma anche con quello di Carla Capponi “Con cuore di donna” dove la partigiana scrive che dell’eccidio lo ha saputo da una compagna di Garbatella .

Inoltre sono certa che questo ponte farà emergere delle realtà dove in molti cadranno da quel famoso pero, la trasmissione delle Iene del 12 ottobre 2021 ha mostrato le due rive del Tevere una per i ricchi una per i poveri…

E la storia continua

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www.garbatella.org