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La Leggenda
Tra storia e leggenda La Signora Garbatella è rappresentata con un'effige a bassorilievo in Piazza Geremia Bonomelli, su un palazzo a forma di foglia. La Signora guarda dall'alto di dove è stata posizionata, la sua vista è ostacolata dai fili delle antenne, in un angolo del tetto fa capolino un grazioso comignolo. Perché la Signora Garbatella è stata messa lì dagli architetti, ingegneri, costruttori dell'epoca? Forse per pura casualità o per un preciso motivo? Il certo è che si affaccia su una piazzetta (una volta tagliata dalle rotaie del tram 5 ed 11) che porta il nome di un uomo Geremia Bonomelli il quale spese la vita in aiuto dei nostri italiani all'estero; infatti, promosse l'opera che prese il suo nome, per l'assistenza agli emigranti, che si diffuse largamente in Svizzera, Francia e Germania. Nacque a Nigoline sul lago d'Iseo nel 1831, nel 1871 divenne vescovo di Cremona e scrisse nel 1886 Proprietà e socialismo, nel 1891 Capitale e lavoro, nel 1892 La questione morale è questione sociale. Forse la Signora Garbatela con quella "mammella" scoperta allatta la cultura storica di un pezzo di Roma, una storia che deve essere approfondita con onestà intellettuale proprio tramite le strade a lei dedicate. Il suo volto può nascere dalla pura fantasia dello scultore (anonimo?) Gli artisti hanno le loro muse, i loro sogni segreti, le loro nascoste passioni, qualcosa indefinibile ben stampata nell'anima e che fanno emergere tramite la loro arte in musica, in canzoni, in quadri, in sculture, in poesie. Quella fronte alta di donna, i capelli raccolti dentro un grande fazzoletto legato morbidamente dietro il collo, quel seno dolcemente offerto agli occhi di chi la guarda ed è con materna comprensione, l'espressione di una nobile o di una popolana o di tutte e due cioè di una riguardato Nobile Popolana o Popolana Nobile. Perciò la Signora Garbatella è molto di più di quello che non si è immaginato fino ad ora. Quanti quartieri portano il nome di donna ed hanno un volto di donna su un palazzo?La leggenda dell'ostessa garbata e bella che aveva l'osteria o sulla Via Ostiense, nel tracciato della ferrovia Roma-Ostia o sulla Via delle Sette Chiese, o chissà dove e dove ci vorranno far credere si trovasse non ha importanza. L'importante è che alla gente piace credere, che il quartiere abbia preso il nome da questa bella donna, la quale serviva prelibato vino ai tavoli. Si racconta anche che il vero nome della signora Garbatella fosse "Carlotta"chi afferma questo mostra la sua superficialità, infatti, i due volti sono completamente diversi. Carlotta è la fontana degli innamorati che si trova a Piazza Ricoldo da Montecroce.

La Garbatella
La Garbatella foto d'epoca
Foto inedita della scalinata della fontana Carlotta
Piazza Sapeto
 

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La Leggenda
Le due donne sono diverse nelle fattezze, una ha la fronte spaziosa l'altra ha la fronte più bassa, una ha i capelli ondulati e sciolti i colori del viso sono diversi. Garbatella è bianca, Carlotta (essendo color terracotta) ha l'incarnato scuro. Probabilmente è solo una fatalità, ma gli scultori lasciano traccia nel cuore del mondo anche scegliendo il materiale. Ecco perché continuo ad affermare che bisogna far parlare il cuore di chi la ama, l'amore non è espresso da tutte allo stesso modo, ma la superficialità, la pressapochezza, la presunzione non può vivere tra Garbatella e Carlotta. La prima vende vino la seconda regala acqua. L'unica cosa forse da chiedersi, perché il busto con il nastro romantico che porta il suo nome, sia stato messo in quella piazza lontana da dove invece c'è la Via Garbatella. La Via Garbatella un tempo si chiama Via Serafini, proprio dove c'erano le proprietà dei Serafini…lì c'erano vigneti orti ed anche una vaccheria chiamata per l'appunto "Vaccheria Serafini" Il mistero di questo nome forse potrebbe essere molto più semplice…la verità potrebbe essere questa: la zona amena era coltivata ad orti e vigneti, vi scorreva anche il fiumiciattolo Almone che va verso la fonte Egeria a Villa Caffarella…insomma Monsignor Nicolai aveva dei vigneti dove vi coltivava un uva con degli acini graziosi e tutti insieme formavano dei bei grappoli d'uva nera che lui chiamava "uva garbatella". CONCORDIA o GARBATELLA nella mente di Robert Owen? Alla costruzione del borgo marino si cercò di dare il nome di Concordia, ma durò poco, prevalse il nome corrente. Intorno al 1930, qualche funzionario della Commissione di toponomastica trovando il nome troppo popolare, provò a chiamarla "Remuria". Remuria usciva fuori dal presunto nome di Remo che se avesse vinto su suo fratello Romolo, avrebbe così chiamata la città per la quale fu ammazzato. Remo sembra non volesse far nascere la città sul colle Aventino, ma sul colle successivo, quello più vicino al mare; proprio dove ora c'è la Garbatella, pare volesse costruire il colle dei plebei, forse per distanziarli più dai patrizi o per una particolare protezione per le persone più semplici chissà!? La Garbatella nacque da lontani pensieri positivisti ispirati alle garden cities. Probabilmente proprio dal pensiero positivista di Robert Owen. Robert era nato da una famiglia povera nel 1771, costretto fin da ragazzetto a guadagnarsi da vivere lavorando come operaio in un cotonificio. A vent'anni era già direttore di una filanda e dieci anni dopo comproprietario ed amministratore di uno stabilimento tessile a New Lanark. Tra il 1800 ed il 1819 tentò di realizzare un primo esperimento sociale, con l'intento di migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli opera
La Sirena
Fontana Carlotta
Particolare architettonico
La Garbatella nei disegni della pittrice R.Bartolozzi
 

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La Leggenda
Aveva in mente una nuova concezione della società, coinvolse nelle sue idee non solo gli uomini di governo del suo paese, ma anche quelli di molte nazioni europee. Sosteneva che: " I villaggi devono essere fondati nel principio dell'unione del lavoro e del consumo, avendo alla loro base l'agricoltura e tutti devono avere interessi reciproci e comuni" Socialista ma non rivoluzionario, preferì al cartismo della forza fisica il cartismo della forza morale." A tradurre in pratica le esigenze per una migliore condizione di vita delle masse operaie sarà Howard con il suo "movimento della città- giardino" Sir Ebenezer Howard studioso di problemi urbanisti pubblicò nel 1898 "Il futuro della città giardino" dove sono esposte le sue idee. Da una parte la tradizione delle utopie di Owen con il significato sociale, dall'altra la casa unifamiliare nel verde con al primo posto la privacy. Un tentativo di togliere dal caos cittadino la vita familiare e di dare il più possibile una ruralità compatibile con la vita della città. Dall'Inghilterra parte un intervento di edilizia pubblica abitativa nel 1900, lo Stato sovvenziona fino al 70% le città giardino. NEL 1903 IN ITALIA E' ERETTO L'ENTE MORALE DELL'ISTITUTO CASE POPOLARI LO I.C.P. CHE COSTRUIRA' INTERI QUARTIERI PER DARE ORDINE ALLA CITTA'. Nel 1904 viene progettato il" Borgo Marinaro" (La Garbatella) patrocinato da Paolo Orlando di famiglia palermitana cofondatrice delle acciaierie di Terni e dei cantieri navali di Livorno. L'idea era di far diventare Roma una città con un polo industriale, c'era bisogno di darle un porto fluviale che la collegasse al mare. Paolo Orlando fu osteggiato sia da Giolitti che da Nathan (sindaco di Roma dal 1907 al 1913) tutti e due convinti che Roma non fosse adatta ad essere capitale industriale.
I bagni pubblici
Il cinema teatro Palladium
Particolare architettonico
Cantire inizio 900
 

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